Incontro con Amedeo Colella

 
 
Giovedì 16 gennaio l’Istituto Vittorio Veneto ha avuto il piacere di ospitare Amedeo Colella, scrittore, storico ed umorista napoletano.
Tema centrale dell’incontro l’Etnogastronomia mediterranea. Al di là dei paroloni, si è trattato di una divertente conversazione sulla gastronomia e sulle origini dei piatti più famosi e succulenti della tradizione napoletana che lo scrittore ha condotto in modo magistrale. 
Gli allievi presenti in sala, tutti dell’indirizzo di enogastronomia e dell’ospitalità alberghiera, sono stati letteralmente trascinati dalla verve dello scrittore a compiere un viaggio nella storia e nella cultura napoletana partendo da quelle ricette che tante volte sperimentano in laboratorio e servono in tavola. Tante le domande e le curiosità dei ragazzi, tutti soddisfatti dall’incontro

 

 

 

Amedeo Colella, scrittore, storico ed umorista napoletano. Dopo aver lavorato (ma non chiedetelo ai suoi ex-colleghi) da ricercatore per ventiquattro anni in un centro universitario di ricerca informatica, a 50 anni ha svuotato i cassetti e ha provato a vivere di cultura, di scrittura, di bellezza (quella di Napoli). Laureato in Economia nel 1986, si specializza in informatica nei primi anni 90 e lavora al CRIAI di Portici, centro di ricerca di ingegneria delle telecomunicazioni, promosso dalla Università Federico II di Napoli, fino al 2016, con il titolo di Ricercatore Senior.

 

Autore dei libri:
MANUALE DI NAPOLETANITA’ (2010)
1000 QUESITI DI NAPOLETANITÀ – Testa il tuo livello di preparazione su Napoli (2011)
MANGIANAPOLI – 180 cose da mangiare a Napoli almeno una volta nella vita. (2012)
MANUALE DI FILOSOFIA NAPOLETANA – 100 racconti semiseri partenopei (2014)
MILLE PARAUSTIELLI DI CUCINA NAPOLETANA

Nel 2016 le sue presentazioni di libri divengono veri e propri show e decide di creare un nuovo format di spettacolo basato sulla cultura campana. Show che intendono far divertire raccontando la storia di Napoli e le iperboli della sua lingua: I PARAUSTIELLI. Il paraustiello è un racconto, una giustificazione molto argomentata che si usa spesso a discolpa, anche se poi si tratta di improbabili scuse: “Me staje purtanne tutti sti paraustielli inutili”. Con la parola paraustielli si intendono anche le storie, i racconti esagerati (a lui piace essere esagerato), i cerimoniali verbosi, le metafore iperboliche che inventano i napoletani per esprimere concetti semplici. Anche la spiegazione etimologica della stessa parola paraustiello è ‘nu paraustiello. Durante la dominazione spagnola, se un borghese incrociava un signorotto in un vicolo stretto, non solo gli doveva fare strada, ma era necessario che porgesse un saluto cerimonioso, con inchino e scappellamento: “para usted” (per lei, per voi) era la frase che veniva pronunciata e ripetuta, para usted … para usted. E proprio dal modo cerimonioso di salutare col para usted nasce “paraustiello“, da una connessione semantica tra il la cerimonia formale del saluto e la cerimonia verbale di chi parla, parla, parla, senza alcun contenuto reale.